La caduta in cantiere ha messo fine alla mia carriera.

Infortuni sul lavoroInfortunio sul lavoroInfortunio in cantiereInvalidità permanente

Una normale giornata lavorativa in cantiere si è trasformata in un evento che ha cambiato la vita.

Esito

Kompenzo ha aiutato Davide a ottenere un sostanziale risarcimento che riflette il danno biologico permanente e la perdita a lungo termine delle capacità lavorative.

Davide, 65 anni, lavorava in edilizia da oltre vent'anni. Durante un progetto di ristrutturazione, è caduto da un ponteggio quando una barriera di sicurezza ha ceduto.

Ha subito gravi lesioni spinali che hanno richiesto un intervento chirurgico e una lunga riabilitazione. Sebbene abbia riacquistato una mobilità parziale, i medici hanno confermato una menomazione fisica permanente.

Ritornare ai lavori pesanti in edilizia non era più possibile. L'infortunio ha ridotto significativamente la sua resistenza fisica e la sua forza.

In Italia, il risarcimento per infortuni sul lavoro è automatico e viene gestito dall'INAIL, ma, quando l’incidente è dovuto a responsabilità del datore di lavoro, il lavoratore può richiedere anche il danno differenziale, per coprire pienamente il danno biologico e la futura perdita di reddito. Davide si è rivolto a Kompenzo per valutare quali ulteriori tutele potessero spettargli.

Abbiamo raccolto valutazioni mediche, rapporti sull'incidente e documentazione lavorativa. La valutazione dell’invalidità permanente è stata affidata a medici indipendenti.

Il risarcimento finale ha tenuto conto del danno biologico, del danno morale e della perdita della capacità di guadagno. Ha dato la possibilità a Davide di avere una stabilità finanziaria mentre si riqualificava per un ruolo meno fisicamente impegnativo.

"Ho sempre pensato di concludere la mia carriera in cantiere. Ho dovuto riconsiderare tutto." — Davide C., 65